mercoledì 28 dicembre 2011

Una Guerra Fredda da Favola

Festeggiamo la fine del temibile 2011 con una favola.

C’era una volta il giovane secolo XXI, in cui l'aquila, l'orso e il dragone si tolsero i propri guanti (pelosi) e iniziarono una Nuova Guerra Fredda.

Quando finì la Guerra Fredda originaria - in teoria - alla fine del 1991, in una dacia della Bielorussia, con l'orso quasi in coma - , l'aquila assicurò il diritto dell'orso a una politica estera indipendente che in verità era stata appena cancellata.

Barbatrucchi da Banchieri

Dunque le banche europee si sono precipitate al rubinetto della LTRO offerta dalla BCE oggi procurandosi quasi 500 miliardi di finanziamenti al tasso dell’1% per 3 anni.
Le italiane in prima fila sembra abbiano raccolto oltre  il 20% del totale, 110 miliardi.
Subito dopo si è aperto lo stesso interrogativo che avevo posto due giorni fa scrivendo “Un LiTRO senza impegni?“: cosa faranno le banche di questi fondi così convenienti? La domanda più frequente è se questa liquidità verrà utilizzata per sottoscrivere titoli di Stato, come sembra abbia auspicato il presidente francese Sarkozy, o se verranno immessi nei circuiti dell’intermediazione destinazione imprese.

domenica 25 dicembre 2011

Serve un'alternativa

di Pino Superbo Labarbuta

Il Natale non fa tutti più buoni: fa tutti più vuoti, o quasi.
Il cristiano che fa shopping di regali e strenne natalizie rappresenta un caso di sdoppiamento della personalità: in tutta buona fede crede che Gesù nacque figlio di Dio a Betlemme, segnando in una stalla lo spartiacque decisivo della storia umana; contemporaneamente, è perfettamente cosciente che tale evento non condiziona la sua vita reale, in quanto l’epoca moderna occidentalizzata, disincantata e secolarizzata, è ormai Scristianizzata.

venerdì 23 dicembre 2011

Esposto nei confronti di Mario Monti e membri Bilderberg

ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA
Io, Alfonso Luigi Marra, espongo quanto segue in relazione all’appartenenza del sig. Mario Monti, nato il 19.12.43, e dei vari altri personaggi di seguito indicati, al circolo Bilderberg, chiedendo l’apertura di un’indagine circa la liceità dell’operato loro e del Bilderberg stesso.

FATTI

Anziché arroccarsi, com’è tradizione dei dittatori sconfitti infine dal peso dei troppi crimini, nei loro nidi di serpenti velenosi e attendere la soccombenza con le armi in pugno, gli accattoni del Bilderberg, coerentemente alla pochezza di cui hanno pervaso le culture del mondo, hanno reagito all’essere stati ormai smascherati in milioni di pagine internet ‘autopubblicandosi’ nel 2009 in un 'forum' così trasparente da illustrare ogni cosa, eccetto i crimini.

Argentina: un banco di prova per il Collasso dell'ingegneria Finanziaria

di Pino Superbo Labarbuta

Esattamente dieci anni fa l'Argentina subì un vero e proprio collasso finanziario e politico.Dopo un decennio in cui abbiamo seguito quello che gli "esperti" del FMI, i banchieri internazionali e le agenzie di rating ci hanno detto di fare, questo è il risultato finale.

L'allora presidente Fernando De la Rua ha applicato fino all'ultimo minuto tutte le ricette del FMI, facendoci ingoiare i loro rimedi "velenosi".

La Grecia nel caos

di Pino Superbo Labarbuta

"Chissà cosa ci porterà il domani?", si chiede la gente di Atene, Salonicco e di tutta la Grecia.
C’è il senso di una prigionia collettiva, di un’incertezza individuale e di una catastrofe incombente.
Ma la Grecia ha avuto una storia turbolenta e i Greci si sono sempre considerati un popolo valente, forte e abituato alle avversità.
"Ci sono sempre stati periodi difficili e ce la siamo sempre cavata. Ma ora, abbiamo perso tutte le speranze", ci dice un proprietario di una piccola azienda.

giovedì 22 dicembre 2011

Possibilità e limiti delle energie "verdi"


Potrei definirmi uno scienziato, ma preferisco analista; non mi preoccupano i dati assoluti, ma solo come interagiscono le attuali componenti “economiche”.
Nessuna grande industria è precisa nei suoi dati, che vengono stimati e approssimati quando, in qualche momento, un tecnico li firma per la pubblicazione; e da quel momento iniziano a formare i “dati della nostra realtà” e in alcuni casi dettano addirittura legge.
Tanto grossolano è il mondo reale: le misurazioni esatte, quasi nessuno né le ha, né le desidera; solo gli scienziati quantificano con esattezza per conoscere le leggi naturali e per prevedere gli eventi all’interno di certi limiti.

martedì 20 dicembre 2011

Ancora dubbi sull'uscita dalla UE?

L'ULTIMO GOLPE DEGLI OLIGARCHI EUROPEI

Abbiamo sostenuto che Le decisioni del vertice europeo del 9 dicembre sono state un sostanziale fiasco in quanto il vertice non è riuscito ad adottare le quattro fondamentali misure attese dai "mercati finanziari".
Per la precisione:
  1. permettere alla Bce di stampare denaro in deroga ai Tratti di Maastricht e Lisbona
  2. consentire alla Bce, anche in questo caso in deroga ai Tratti, di comprare ad libitum titoli di debito degli Stati al limite dell'insolvenza
  3. consolidare il Fondo salva-banche-salva-stati ben oltre i 500-600 miliardi
  4. emettere finalmente i benedetti eurobond».

martedì 13 dicembre 2011

CELAC: Comunità degli Stati LatinoAmericani e Caraibici

di Pino Superbo Labarbuta

Mentre la maggior parte del mondo è in crisi e le proteste esplodono per tutta l'Europa e gli Stati Uniti, le nazioni del Caribe e dell'America Latina costruiscono il consenso, progrediscono nella giustizia sociale e aumentano la cooperazione positiva nella regione.
Negli ultimi dieci anni hanno avuto luogo trasformazioni sociali, politiche ed economiche in paesi come Venezuela, Bolivia, Ecuador, Nicaragua, Uruguay, Argentina e Brasile attraverso processi democratici, che hanno portato a una concreta riduzione della povertà e della disuguaglianza di reddito nella regione, oltre ad un notevole aumento dei servizi sociali, della qualità della vita e della partecipazione diretta al processo politico.


lunedì 12 dicembre 2011

Le decisioni del Vertice Europeo

Il pasticciaccio

Scrivevo giovedì scorso, mentre aveva inizio il Vertice europeo del 8-9 dicembre:
«Scommetto dunque che il Summit sarà l'ennesimo fiasco. Se una pezza verrà messa, allontanerà il collasso non di un anno, ma di un mese. Ammesso che una pezza venga messa o che, nel loro sbandamento, i governanti europei non se ne escano addirittura con una pezza peggiore del buco».

sabato 10 dicembre 2011

Dove ci porta Mario Monti

Illusioni e realtà della "manovra"

Vorremmo noi per primi illuderci che tutto questo servirà.
Siamo ammirati della reazione dignitosa, quasi disciplinata, del popolo italiano: “speriamo che tutto questa serva e finisca il primo possibile”.
Purtroppo riteniamo invece che questa manovra peggiorerà le cose.
I nostri concittadini lo devono sapere.
Se l’analisi è sbagliata, così è quella della maggioranza dei politici italiani ed europei, sbagliate sono le soluzioni.
La crisi italiana ha una insopprimibile dimensione europea ed è profondamente falso quanto Monti ci ha detto, presentando la manovra, che la crisi del debito italiano “non è colpa degli europei, è colpa degli italiani”, che siamo “un focolaio di infezione” e rischiamo di “macchiarci della responsabilità” di far fallire l’Europa.

mercoledì 7 dicembre 2011

La cura Monti: «Salva Italia»? No Grazie!

L'omino della Trilateral lo ha implorato: lo si deve chiamare «Salva Italia».
Ma il suo decreto passerà alla storia più prosaicamente come «Salvabanche». Per uno che è stato messo lì proprio per questo non è poi così disdicevole.
Che poi le salvi veramente è tutto da vedere, diciamo che si sta impegnando.

Tuttavia è questa la sostanza che va afferrata.
Il decreto della domenica sera non salverà né l'Italia, né l'euro, tanto meno le condizioni di vita degli italiani.
Di certo non quelle del popolo lavoratore.
Cercherà invece di dissetare i vampiri della City e di Wall Street, i sadici banchieri di Francoforte, i quasi coniugi Merkozy.

martedì 6 dicembre 2011

La seconda morte della patria

Durante gli anni del fascismo, lo Stato italiano, unificato da pochi decenni con la violenza bellica, forgiò con le leggi la nazione e sviluppò un potente e violento nazionalismo. Il nazionalismo e l'alleanza scellerata con la Germania, non certo il semplice tradimento dell'8 settembre 1943, condussero alla (prima) morte della patria. I comunisti, e in generale i membri del CLN, si trovarono a combattere per ricostruire la patria.

L'appello alla resistenza contro lo straniero, scritto dall'allora rettore comunista dell'Università di Padova Concetto Marchesi, è inequivocabile:: "Studenti:… Una generazione di uomini ha distrutto la vostra giovinezza e la vostra Patria. Traditi dalla frode, dalle violenza, dall’ignavia, dalla servilità criminosa, voi insieme con la gioventù operaia e contadina, dovete rifare la storia dell’Italia e costruire il popolo italiano". Il contenuto dell'appello era già stato annunciato da Concetto Marchesi nel discorso inaugurale dell'anno accademico, tenuto il 9 novembre 1943, anche dinanzi a miliziani repubblichini: "Giovani, confidate nell'Italia. Confidate nella fortuna, se sarà sorretta dalla vostra disciplina e dal vostro coraggio: confidate nell'Italia, che deve vivere per la gioia e il decoro del mondo, nell'Italia che non può cadere in servitù, senza che si oscuri la civiltà delle genti".

lunedì 5 dicembre 2011

La Canapa Indica

di Pino Superbo Labarbuta


La parte spinosa della questione "canapa", di seguito riporto un articolo del direttore del New Scientist a proposito della canapa indica, o meglio, "marijuana"

«Quando agli ultimi giochi olimpici invernali di Nagano i funzionari del CIO hanno deciso di restituire la medaglia d'oro al campione di snowboard Ross Rebagliati, gli applausi hanno sommerso i pochi fischi.
Era uno scandalo di serie B in uno sport di serie B, ma l'episodio e' stato illuminante riguardo al rapporto turbolento che il mondo intrattiene con la sua droga illegale preferita.

La Canapa Sativa

di Pino Superbo Labarbuta

Si parla sempre molto di ambiente, ma se ne parla anche molto a sproposito.

Infatti, nonostante i tanti dibattiti, quando c'è una possibilità di sostituire il petrolio con materie prime naturali e rinnovabili, nessuno se ne accorge (così come nessuno si è mai accorto del più grande sperpero di risorse energetiche della storia, quello del metano).

Certo, è molto difficile oggi immaginare un'economia sviluppata che possa fare a meno del petrolio, dei milioni di alberi abbattuti ogni anno per fare la carta, e dei prodotti dell'industria chimica. Ed è altrettanto difficile immaginare una società affluente senza le montagne di rifiuti, l'inquinamento e gli altri danni all'ambiente a cui siamo da tempo abituati.

Esportazioni verso Marte

Le statistiche ufficiali probabilmente esagerano gli squilibri delle partite correnti.

Gli economisti sollecitano di continuo i governi perché adottino politiche utili a ridurre gli squilibri commerciali globali, ossia, in parole povere, che la Cina dovrebbe ridurre il suo attivo nella bilancia commerciale e gli Stati Uniti il suo deficit.
Eppure sembrano ignorare uno squilibrio commerciale ben maggiore: quello che il pianeta Terra sembra avere con gli extraterrestri.
In teoria le bilance delle partite correnti delle varie nazioni dovrebbero dare somma zero, perché le esportazioni di un paese corrispondono alle importazioni di un altro.

sabato 3 dicembre 2011

Proprietà dell'EURO

di Pino Superbo Labarbuta

10 Luglio 2011
Interrogazione con richiesta di risposta scritta [E-006243/2011]

Oggetto: natura giuridica della proprietà dell'euro
"Posto che, allo stato attuale, non è dato individuare chi sia creditore o chi debitore nella fase della circolazione dell'euro, mentre i popoli europei hanno pieno diritto di conoscere se siano "creditori" in quanto proprietari o "debitori" in quanto non proprietari per un valore pari a tutta la massa monetaria di euro posta in circolazione, può la commissione precisare, in maniera chiara e definitiva, a chi appartenga giuridicamente la proprietà dell'euro al momento della sua emissione?"

Perchè la BundesBank SI e BankItalia NO?

Alla faccia dello Statuto della Bce e dei Trattati europei.

Sta passando in sordina ciò che è accaduto oggi nell'asta primaria di collocamento dei titoli di stato tedeschi, i famosi bund, che sono rimasti invenduti per il 35% del totale e sono stati comprati dalla Bundesbank, la banca centrale tedesca, ma in realtà si tratta di un vero e proprio scandalo.

venerdì 2 dicembre 2011

Salviamo l'ITALIA

Roma, 15 ottobre 2011
Per il Movimento Popolare di Liberazione
 (Stefano D’Andrea, Massimo De Santi, Leonardo Mazzei, Moreno Pasquinelli)



«Berlusconi se ne va, defenestrato non dal popolo ma da una congiura ordita dal grande capitalismo finanziario internazionale, di cui egli è stato pedina. Se i poteri forti festeggiano, tra le masse popolari prevale quindi l’incertezza per il futuro e la paura. Con Monti si passerà dalla padella alla brace. Egli è infatti un emissario, incaricato dalla possente mafia finanziaria globale di riscuotere il pizzo, affinché gli italiani siano obbligati a restituire i crediti concessi con i relativi interessi. Debiti raddoppiati da quando l’Italia è entrata nell’Unione europea, contratti da una casta politica corrotta e fluiti in gran parte, sotto forma di titoli e obbligazioni, nei forzieri delle banche e nelle tasche di quel 10% di popolazione che possiede il 50% della ricchezza nazionale.

Questa è una PANZANA: «Se torniamo alla Lira moriremo di fame»

L’economia è una materia ostica ai più, per cui capita spesso che se ne parli a sproposito.
Con la finanziarizzazione le cose sono diventate ancora più complicate. Tuttavia c’è chi si avventura nel labirinto e, privo del filo d’Arianna, finisce per perdersi, pronunciando clamorose corbellerie.

Ci siamo già occupati, venerdì scorso, nell'articolo «Cinque ragioni a favore del default» di spiegare perché il default, ovvero la cancellazione del debito pubblico, è il male minore per le masse lavoratrici italiane.

giovedì 1 dicembre 2011

Perchè la crescita economica è così popolare?

Negli ultimi anni il sistema finanziario ha inviato al mondo un segnale evidente quando tutti i prezzi delle materie prime sono schizzati a livelli mai visti prima.
Se i prezzi sono alti, c’è un problema nelle forniture.
Dato che la gran parte delle commodities che usiamo non sono rinnovabili – il greggio, ad esempio – è almeno ragionevole supporre che ci sia un problema di esaurimento.
Invece, la reazioni dei lettori, dei decisori e degli esperti economici di tutte le risme è stata – ed è ancora – quella di ignorare le basi fisiche del sistema economico e promuovere la crescita economica come soluzione a tutti i problemi; tanto più, tanto meglio.