mercoledì 16 ottobre 2013

Le cene del Potere

La sera del 20 settembre cena a casa Scalfari (padrone di Repubblica), presenti Napolitano, Letta, Draghi.

Qualche giorno dopo ad Harward, Draghi ribadisce: l’euro è irreversibile.

Ezio Mauro (direttore Repubblica): dalla crisi si esce con più Europa.

Napolitano esce dalla finzione superpartes e attacca direttamente il M5S “se ne fregano dei problemi del paese”.

A Letta nel frattempo le decisioni operative per la manovra di lacrime e sangue della legge di stabilità (voci di ulteriori 3,5 miliardi di euro di tagli alla sanità…)

La cena non è un fatto eclatante o sorprendente...


...è solo un esempio della fitta integrazione del potere della Troika (BCE – UE – FMI) . Letta ha nominato Cottarelli come commissario alla spending review. Cottarelli è l’uomo del FMI. In pratica una specie di autocommissariamento targato troika.

Nel giorni scorsi Europa Quotidiano, think tank democratico s’interrogava sui Cinque Stelle: “Girano a vuoto ma non calano, il mistero dei cinque stelle spiegato dai sondaggisti“.

I movimenti anti €uropa preoccupano gli illuminati(*) della troika.

La trasmissione Report della Gabanelli, cui l’antiberlusconismo e le inchieste anticasta (spesso a senso unico) hanno dato una patente di credibilità nei movimenti alternativi al punto da risultare, ahimè, come prima “scelta” a quella enorme puttanata delle quirinarie del m5s, forza la mano con una trasmissione piena di luoghi comuni e vere e proprie sciocchezze proeuro.

Monito di Napolitano contro chi semina odio in rete.

Il lavorìo è insistente e continuo. Diretto e ai fianchi. Scoperto e subliminale.  Mette in guardia (forma) l’opinione pubblica contro i pericoli della xenofobia e del populismo, del fascismo/neonazismo/nazionalismo.

Va da sè che chiunque si ponga come voce critica all’€urismo rientra nelle succitate categorie.

Stanno ponendo le basi per l’introduzione del reato di lesa €uropitudine. Non ci credete? staremo e a vedere, se non crolleranno prima.

In Italia il nemico è il M5S, A Parigi il FN di Marine Le Pen fa paura.
E Marine Le Pen è pronta. Il leader del FN ha affermato che nel caso vincesse le elezioni e andasse alla guida della Francia, il suo obiettivo sarà distruggere l’ordine esistente dell’Europa e forzare la rottura dell’Unione monetaria. 
Oggi, questa, non è più una prospettiva implausibile. “Non possiamo essere comprati,” ha detto, traboccante di fiducia dopo che il suo partito si è assicurato il 46% del voto al secondo turno, nel terremoto elettorale nelle supplettive di una settimana fa, dove il suo candidato ha asfaltato al primo turno i socialisti nel loro bastione di Villeneuve-sur-Lot. 
“L’euro cessa di esistere nel momento in cui Francia lo lascia, è la nostra forza. Che cosa stanno andando a fare, se usciamo dall’euro? Ci inviano i carri armati?” 
“L’Europa è solo un grande bluff. Da un lato c’è l’immenso potere dei popoli sovrani e dall’altro lato solo alcuni tecnocrati,”ha detto. 
Per la prima volta, il Front Nazional è testa a testa con i due partiti principali che hanno dominato nel dopoguerra la Francia, socialisti e gollisti. Tutti sono vicini al 21% nei sondaggi nazionali per le elezioni politiche. Ma gli altri calano, il FN è in crescita. Ed è in testa alle preferenze per le elezioni europee del prossimo anno. 
Eppure, è il dettaglio della votazione di Villeneuve che ha sconvolto la classe politica. I voti sono arrivati dalle zone più rosse, il segno che il FN può diventare il movimento di massa della classe operaia bianca francese, abbandonata dai socialisti frou-frou.
Temono che il velo dell’inganno stia cadendo, che sempre più persone, indifferentemente di destra/sinistra e di fasce sociali diverse, ma schiacciate verso il basso dalla crisi, vedano il re nudo e lo lascino al suo destino.

Hanno paura ma sono terribilmente potenti. Disprezzano la democrazia, ma la usano e la distorcono a loro piacimento.  Mantengono una presa salda sui propri servi, concedendo favori, appalti, assunzioni, finanziamenti o estorcendo l’appoggio tramite la concussione e il ricatto. A tutti i livelli.

Prendono le contromisure.  Prima che il loro mondo crolli è logico che s’incattiviscano. Prima di arrivare a mediare useranno i mezzi più sporchi. Quindi ne vedremo delle belle.

Sul blog di Beppe Grillo circola l’ipotesi di impeachment per Napolitano. L’idea, ancorché proco praticabile, in un parlamento di larghe intese, ha del tutto senso come posizione politica. E’ del tutto inutile infatti cercare di tenere lo scontro politico nell’alveo di una normalità di cui loro sono i primi a fare a meno quando fa loro comodo.

(*) Non so come definire questa gente. Tecnocrate va bene per Mario Draghi. Andava bene per Mario Monti. Non va bene per Napolitano la cui storia ha ombre diverse e alla sua età non si può dire che stia al soldo della banche d’affari. Non va bene per Scalfari – De Benedetti. Cosa li accomuna?  Non il bene del paese, è evidente. Cosa? Una comune visione/ossessione: quella dell’€uropa nonostante tutto. Una logica che sfugge al senso comune e che fa pensare appartenga ad altro disegno, altro scopo.

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