lunedì 27 ottobre 2014

La Propaganda: imparare a conoscerla

Che ci piaccia o no tutti, nessuno escluso, siamo condizionati dalla propaganda, e molto spesso quelle che consideriamo le nostre opinioni ci sono state in realtà costruite addosso da altri. I nostri atteggiamenti e il nostro modo di vedere le cose sono spesso il frutto di una manipolazione incessante, di cui non abbiamo alcuna percezione cosciente.

La propaganda non è, come molti credono, qualcosa di vago e indefinito, ma si tratta di una vera e propria scienza, con leggi e regole ben scandite. Un manuale di istruzioni, che applicato scrupolosamente fa girare il motore.
Una guida che, seguita passo passo, fa ottenere le migliori prestazioni da quel motore.

E colui che ha scritto quel manuale, che viene scientificamente applicato a tutt'oggi, è considerato uno dei 100 uomini più influenti del XX secolo, anche se pochissimi lo conoscono.

lunedì 13 ottobre 2014

"Guerra è Pace" - La Manipolazione del Linguaggio

Non è certo un segreto che le guerre dell'età moderna si vincono con le parole prima ancora che con le armi.
Il potere ed il suo megafono, i media, hanno da tempo imparato a "condensare" in alcune parole-chiave dei concetti che attivano automaticamente nella popolazione delle reazioni prestabilite.

Una sorta d'IPNOSI COLLETTIVA PROGRAMMATA.

La riduzione di concetti complessi in semplici slogan o parole-chiave è il segreto per il controllo delle masse.

Afferma Gustav Le Bon nel suo La psicologia delle folle:
"Talvolta le parole più mal definite, sono quelle che fanno più impressione.
Come, ad esempio, le parole: democrazia, socialismo, eguaglianza, libertà, il cui senso è così vago che non basterebbero dei grossi volumi a precisarlo.
E, tuttavia, alle loro sillabe è unito un magico potere, come se contenessero la soluzione di tutti i problemi.
Queste parole sintetizzano diverse aspirazioni incoscienti e la speranza della loro realizzazione.
La ragione e la discussione non potrebbero lottare contro certe parole e certe formule, suoni vani, la cui utilità principale è quella di dispensare colui che le adopera dall'obbligo di pensare".[1]